Rivista Internazionale di Filosofia del Diritto


4-2018



Indice


studi

Enrico Ferri, Diritto e religioni: una interazione complessa

Francisco Javier Ansuátegui Roig, Derecho, religión, derechos: cuestiones de normatividad

Carlo Cardia, Dignità e diritti umani nella prospettiva delle religioni

Baldassare Pastore, Pluralismo, religione, sfera pubblica

Marina Lalatta Costerbosa, Religione e diritto in Rawls. Uno sguardo retrospettivo

Marco Cossutta, Sulla difficoltà di separare il diritto dalla religione (e, forse, sulla non opportunità di farlo)

Luigi Di Santo, Religioni vs fondamentalismi. Diritti dell’uomo e teologia dell’ultimo

Andrea Porciello, Ateismo religioso e oggettivismo morale nell’ultimo Dworkin

Alessandro Martini, Regole religiose e norme di diritto privato: convergenza e divergenza

Paola Chiarella, La mondanità del Cristianesimo: la laicità nel pensiero di Dietrich Bonhoeffer

Antonio Punzi, Un sorriso senza offesa. Note sulla satira religiosa e i suoi limiti




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Diritto e religioni:

una interazione complessa

Enrico Ferri


Abstract

L’autore mette in risalto alcune problematiche che emergono nella società contemporanea e riguardano la relazione diritto-religione. Prendendo spunto dalle tematiche discusse nella settima edizione della Scuola estiva arpinate, l’Autore affronta alcune questioni come le libertà religiosa, il pluralismo religioso, la critica e la satira in materia religiosa.


The Author highlights issues arising in contemporary society concerning the relationship between law and religion. Taking the cue from the topics discussed in the 7th Arpino Summer School, the Author focuses on such themes as religious freedom, religious pluralism and religious criticism and satire.




Derecho, religión, derechos: cuestiones de normatividad

Francisco Javier Ansuátegui Roig


Abstract

Diritto e religione sono presentati come sistemi normativi rilevanti nella regolazione della vita umana. Attraverso l’analisi delle aree che si occupano delle strategie normative, si possono stabilire differenze e punti di incontro. Il discorso sulla verità, implicito nei diritti, solleva la questione se i diritti siano diventati la “religione" dei sistemi costituzionali.


Law and religion are presented as relevant normative systems in the regulation of human life. Through the analysis of the areas they occupy and the regulatory strategies, differences and coincidences can be established. The discourse on truth, implicit in rights, raises the question of whether rights have become the “religion" of constitutional systems.




Dignità e diritti umani nella prospettiva delle religioni

Carlo Cardia


Abstract

La lettura storico-evolutiva è quella che meglio fa cogliere progressi e regressi che le religioni determinano nella storia umana. Con il cristianesimo si affermano i valori fondanti che determinano il superamento dell’età antica: il rifiuto della violenza, anche nella dimensione cultuale, la dignità della persona, la spiritualizzazione del rapporto con Dio. Nel tempo, però, emergono le pagine oscure della storia cristiana: l’esclusivismo, l’antigiudaismo, la schiavitù, la logica amico-nemico. Nell’età dei lumi, la critica razionalista della religione fa emergere i suoi profili regressivi, ma l’illuminismo non riesce a evitare che la modernità produca altri errori e orrori. Tra Otto e Novecento la razionalità degenera e provoca totalitarismi di opposta natura, ma con eguale disprezzo per la dignità dell’uomo, che portano al genocidio del popolo ebraico, e a stragi di popolazioni in ogni parte d’Europa. La stagione dei diritti umani, vuole instaurare una nuova legge sulla terra, e inaugura una riflessione autocritica in ogni tradizione culturale, e fa intravedere un elemento nuovo ricco di potenzialità. Sembra, infatti, che solo un dialogo continuo tra fede e ragione sia in grado di affinare le concezioni religiose e concezioni razionali della vita, e stemperare i tratti di fondamentalismo che ciascuna cultura coltiva nel suo lato oscuro.

With Christianity the founding values led to the overcoming of the Ancient Age have been affirmed: the rejection of violence, also in the cultural dimension, the dignity of the person, the spiritualization of the relationship with God. In time, however, the dark pages of Christian history have emerged: exclusivism, anti-Judaism, slavery, friend-enemy logic. In the Age of enlightenment, rationalist criticism of religion brought out its regressive profiles, but the Enlightenment has failed to prevent modernity from producing more errors and horrors. Between the Nineteenth and Twentieth cent, rationality degenerated and provoked a totalitarianism of opposite nature, but with equal contempt for the dignity of man, which led to the genocide of the Jewish people, and to massacres of populations in every part of Europe. The “season of human rights" has established a new law on the earth, and has inaugurated a self-critical reflection in every cultural tradition; it has made to glimpse a new element rich of potentiality. It seemed only a continuous dialogue between faith and reason could refine religious conceptions and rational conceptions of life, and could weaken the fundamentalist traits each culture cultivates in its dark side.




Pluralismo, religione, sfera pubblica

Baldassare Pastore


Abstract

L’articolo affronta il tema dello spazio pubblico nelle odierne società occidentali, caratterizzate dal pluralismo culturale e religioso. Il convivere con le differenze costituisce il problema principale. Le democrazie costituzionali sono chiamate a impegnarsi nella ricerca di regolazioni in grado di garantire il riconoscimento per tutti i membri di forme di vita che, pur coesistendo, restano reciprocamente estranee. Se la base del mutuo rispetto tra le persone deve rimanere intatta, l’inclusione e la contaminazione cognitiva sono indispensabili.


This paper is about the public space in western contemporary societies, which are characterized by a cultural and religious pluralism. Living with differences is the main problem. Constitutional democracies have to seek regulations which can guarantee the recognition of all the members of coexisting forms of life that are “alien" to one another. If the basis of mutual respect among persons is to remain intact, inclusion and cognitive contamination are necessary.




Religione e diritto in Rawls. Uno sguardo retrospettivo

Marina Lalatta Costerbosa


Abstract

Il saggio si concentra sulla tesi di laurea di John Rawls A Brief Inquiry into the Meaning of Sin and Faith e sul successivo, ma a questa strettamente connesso testo biografico On My Religion. L’A. cerca di mostrare l’evidenza di una continuità nella riflessione filosofico-morale e filosofico-politica di Rawls connessa al ridimensionamento del ruolo delle verità epistemologiche etiche e religiose al fine di enfatizzare il valore indipendente del rispetto morale. Questa prospettiva costituisce anche il fondamento del concetto di diritto e dell’idea di giustizia quali emergono dal capolavoro rawlsiano A Theory of Justice.

This paper focuses on John Rawls’s undergraduate senior thesis A Brief Inquiry into the Meaning of Sin and Faith and on the later but related biographical essay On My Religion. The A. tries to stress the evidence of a continuity in Rawls’s moral and political philosophy which is connected to the reduce of the role of ethical and religious epistemological truths in order to emphasize the independent value of moral respect. This perspective is the bedrock of the concept of law and the idea of justice which arise from his masterpiece A Theory of Justice.




Sulla difficoltà di separare il diritto dalla religione

(e, forse, sulla non opportunità di farlo)

Marco Cossutta


Abstract

Il contributo analizza criticamente il rapporto tra diritto e religione così come si è venuto a determinare all’interno della prospettiva giuridico-politica moderna al fine di considerare il diritto quale frutto d’una costante rilettura dei costumi e delle regole morali vigenti in un dato contesto allontanandolo dalle rappresentazioni in chiave imperativa per riconoscere la sua fonte non nel comando sovrano, ma nel tessuto sociale da cui sgorga e nel quale ritrova la propria autorevolezza.


The contribution critically analyzes the relationship between right and religion as it has come to be determined within the modern juridical-political perspective in order to consider the right as the fruit of a constant rereading of customs and moral rules in force in a social context. In this perspective the source of right in not the sovereign command, but the social fabric from which it springs and in which it rediscovers its own authority.




Religioni vs fondamentalismi

Diritti dell’uomo e teologia dell’ultimo

Luigi Di Santo


Abstract

Le religioni sono una barriera contro i fondamentalismi. Le vere ragioni del fondamentalismo sono da ritrovare nel livello epistemologico che ha pensato il mondo come un universale chiuso. La teologia politica con la secolarizzazione dei concetti politici e giuridici ha avuto come conseguenza fattuale la genesi dei totalitarismi del Novecento. La teologia economica che segue ha imposto un integralismo chiuso del mercantile prevalente su ogni cosa. Entrambe hanno proposto falsi idoli quali il progresso lineare e la mano invisibile del mercato, fallendo. Al tempo attuale, attraverso il recupero del pensiero personalista di matrice religiosa in continuità con una rinnovata visione scientifica aperta al residuale, sembra possibile una terza teologia: la teologia dell’ultimo. Si configura, in tal senso, il tentativo di aprire la riflessione sul piano teologico alla manifestazione del principio dignità come nucleo intangibile dei diritti umani a partire dalla considerazione che “gli ultimi sono i primi e i primi saranno giudicati dagli ultimi sul piano della dignità".


Religions are a barrier against fundamentalism. The true reasons for fundamentalism are to be found in the epistemological level that has thought the world as a closed universal. Political theology with the secularization of political and juridical concepts had as a factual consequence the genesis of the totalitarianisms of the twentieth century. The economic theology that followed imposed a closed fundamentalism of the prevalence of mercantile over all things. Both have proposed false idols such as linear progress and the invisible hand of the market, failing. At the present time, through the recovery of the personalist thought of religious matrix in continuity with a renewed scientific vision open to the residual, a third Theology seems possible: Theology of the “Ultimo". In this sense, the attempt is made to open the reflection on the theological level to the manifestation of the principle of dignity as an intangible nucleus of human rights, starting from the consideration that “the last ones are the first ones and the first ones shall be judged by the last ones in terms of dignity".




Ateismo religioso e oggettivismo morale nell’ultimo Dworkin

Andrea Porciello


Abstract

Nel presente saggio si intende discutere criticamente di alcune delle idee centrali presenti nell’ultimo libro di Ronald Dworkin, Religione senza Dio. In particolare, si vuole sostenere che l’idea di “religione senza Dio" non costituisce una forma di ateismo, come Dworkin pretende, ma un puro atteggiamento religioso in cui l’idea di “entità teistica" delle religioni tradizionali viene sostituito da una nuova e non meno problematica entità, quella di “valore".


This essay critically discusses some of the central ideas of Ronald Dworkin’s last book, Religion Without God. In particular, it will be argued that the idea of “religion without God" is not a form of atheism, as Dworkin claims, but a pure religious attitude in which the idea of “theistic entity" of traditional religion is replaced by a new and not less problematic entity, the idea of “value".




Regole religiose e norme di diritto privato:

convergenza e divergenza

Alessandro Martini


Abstract

Lo scritto, dopo aver brevemente delineato la distinzione fra regole giuridiche e regole non giuridiche, prende in considerazione alcune ipotesi di convergenza e divergenza fra norme ed istituti di diritto privato e regole religiose prevalentemente di matrice cattolica. In particolare, si è messo a confronto il matrimonio civile (art. 84 ss. c.c.) ed il matrimonio canonico rilevando le convergenze relativamente alla diversità di sesso degli sposi, mentre altri Paesi hanno consentito il matrimonio omosessuale, ed al divieto della poligamia, ammessa invece in alcuni sistemi islamici.

Inoltre, si è rilevata una convergenza fra l’obbligo di fedeltà dei coniugi (art. 143 c.c.) ed il VI Comandamento “Non commettere adulterio", e, al contrario, una divergenza fra l’istituto del divorzio (l. n. 898/1970) ed il principio di unità ed indissolubilità del matrimonio religioso cattolico.

Ancora si è evidenziata una convergenza fra il dovere di rispetto dei genitori (art. 315-bis c.c.) ed il IV Comandamento “Onora il padre e la madre".

Infine, lo studio esamina la legge sulla procreazione medicalmente assistita (l. n. 40/2004) e la legge sull’interruzione volontaria della gravidanza (l. n. 194/1978), evidenziando come esse divergano dalle regole religiose cattoliche.

Tale divergenza non è tuttavia trascurata dal legislatore che ha espressamente previsto, in entrambe le leggi, la facoltà del soggetto interessato di avvalersi della clausola di obiezione di coscienza per sottrarsi all’applicazione di norme giuridiche che lo stesso ritenga in contrasto con una norma morale o religiosa.



After having briefly outlined the distinction between legal rules and non-legal rules, the essay takes into consideration some hypotheses of convergence and divergence between provisions and institutes of private law and religious rules, prevalently of Catholic origin.

In particular, civil marriage (art. 84 of Civil Code) and canonical marriage are compared, highlighting convergences with regard to gender diversity of spouses, whereas other States allowed homosexual marriage, and the prohibition of polygamy, which is allowed in some Islamic systems.

Furthermore, a convergence has been detected between the obligation of fidelity of spouses (art. 143 Civil Code) and sixth Commandment “You shall not commit adultery" and, on the contrary, a divergence between the institution of divorce (act n. 898/1970) and the principle of unity and the indissolubility of Catholic religious marriage.

Furthermore, a convergence has been highlighted between the duty to respect parents (art. 315-bis Civil code) and fourth Commandment “Honor your father and your mother".

Finally, the essay examines the law on medically assisted procreation (act n. 40/2004) and the law on the voluntary interruption of pregnancy (act n. 194/1978), highlighting how they diverge from Catholic religious rules.

This divergence is not however overlooked by the legislator who expressly provided, in both acts, for the subject concerned to avail himself of the conscientious objection clause to avoid the application of legal provisions which he considers to be in conflict with a moral or religious provision.




La mondanità del Cristianesimo:

la laicità nel pensiero di Dietrich Bonhoeffer

Paola Chiarella


Abstract

Dietrich Bonhoeffer è una figura significativa della teologia protestante. Ha vissuto il periodo più drammatico della storia tedesca, ed è per questo ricordato come oppositore al Nazismo, tuttavia, merita anche di essere ripensato per la sua difesa, da credente, del valore della laicità, necessario a salvaguardare una autentica professione di fede.


Dietrich Bonhoeffer is a very significant figure of the Protestant theology. Having experienced the most dramatic period of the German history he is well remembered as “resistant" to National Socialism, but he deserves also to be rethought because of his defense, as believer, of the value of “laity", necessary to safeguard an authentic profession of faith.


Un sorriso senza offesa

Note sulla satira religiosa e i suoi limiti

Antonio Punzi


Abstract

In questo saggio l’Autore, attraverso l’esame della giurisprudenza maggiormente significativa sul punto, propone una possibile risposta al problema del bilanciamento tra libertà di espressione e tutela del sentimento religioso, che la satira religiosa ha reso drammaticamente attuale. L’alternativa tra un atteggiamento libertario e uno protettivo del sentimento religioso, infatti, nell’attuale contesto delle società multiculturali, richiede di essere ripensata alla luce di uno degli argomenti usati dai libertari: il contributo critico offerto dalla satira al dibattito pubblico. Mettendo a frutto le riflessioni della Diskursethik di marca francofortese, infatti, la satira potrebbe ritenersi legittima solo qualora rispetti le condizioni essenziali del discorso pubblico, tra cui il rispetto dell’altro e della sua dignità.


In this essay the Author suggests a way to overcome the conflict between the freedom of expression and the protection of religious feelings, rising with the religious satire, by analyzing some of the most relevant leading-case.

The trade-off between a libertarian attitude and the protection of religious feelings in the contemporary multicultural societies needs to be updated, by taking into account one of the very same libertarian arguments, i.e. the critical contribution of the satire to the public debate. Thus, by implementing the Frankfurtian Diskursethik, the satire shall not be considered legitim but fulfilling the essential conditions of the public discourse: first of all, the respect for the other and for her dignity.