Rivista Internazionale di Filosofia del Diritto


1-2020



Indice


studi

Francisco Carpintero, Legitimus

Guido Vidiri, La crescente (in)certezza del diritto tra positivismo e giusnaturalismo. A cinquanta anni dal c.d. Statuto del lavoro (l. 20 maggio 1970 n. 300)

Enrico Maestri, La giustizia in panne. Etica delle virtù e nichilismo giuridico nell’opera di Friedrich Dürrenmatt

Leonardo Di Carlo, La defettibilità normativa tra approccio istituzionalistico e peso dei princìpi

Vanda Fiorillo, Equità, prudentia e quantità morale dell’azione nella dottrina giuridica di Samuel Pufendorf

Alessia Farano, Pluralismo giuridico e fattualità del diritto: l’eredità di Santi Romano



NOTE E DISCUSSIONI

Petar Popović, La (dis)continuità tra i concetti di legge naturale, diritto naturale e diritti umani in Michel Villey e Javier Hervada

Salvatore Maria Pisacane, Innovazione, condivisione, corresponsabilità. Il crowdfunding e i disagi della post-modernità

Filippo Giorgianni, About the American Second Amendment: Theoretical Fundaments

Gianluca Sardi, Gli effetti perversi della regolamentazione della morale: il caso del Mann Act

Vincenzo Di Marco, Ripensare la violenza con Sergio Cotta

Francesco Giacomantonio, Pensare con Habermas. Una ricostruzione complessiva nella lettura di Antonio De Simone

Fabio Corigliano, L’esperienza “neonatale" del diritto, ovvero sul detto we are all in the same boat



CRONACHE

Donato Greco, Discussione su Diritto e futuro dell’Europa. In margine al XXXI Congresso nazionale della Società Italiana di Filosofia del Diritto – Bergamo, 13-15 settembre 2018




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Legitimus

Francisco Carpintero


Abstract

Los Hermanos Menores de San Francisco plantearon un serio problema a los juristas, y también a la Iglesia. Porque ellos no solamente querían no ser propietarios de ninguna cosa, «ni en común ni en particular», sino también vivir al margen del derecho. Diversos juristas les propusieron una fórmula de transacción, a saber, la Santa Sede era la propietaria de los bienes que ellos usaban, y los Franciscanos poseerían un usufructo sobre ellas. Rechazaron esta posibilidad porque suponía usar del derecho. Ellos usaban de dominia, libertates o facultates concedidas Ex Prima justitia Dei, aún antes de la Ley natural. Era preciso encontrar un término que describiera esta realidad que no se fundamentaba en ninguna ley existente. Hasta entonces, el adjetivo legitimus había designado el uso permitido por las leyes. Pero de una forma tan impersonal como colectiva, la dimensión semántica de esta palabra fue derivando hasta designar una conducta lícita y anterior a las leyes. Esta mentalidad alcanzó su madurez con Francisco Suárez, que habló de una Qualitas moralis. Pero entretanto, se consolidó el uso del término “legitimo" en el sentido indicado.


The Friars Minor of San Francisco posed a serious problem to the jurists, and also to the Church. Because they not only wanted not to be the owners of anything, “neither in common nor in particular", but also to live outside the law. Various jurists proposed a compromise formula, namely, the Holy See was the owner of the goods they used, and the Franciscans would have a usufruct over them. They rejected this possibility because it involved using the right. They used dominia, libertates or facultates granted Ex Prima justitia Dei, even before the Natural Law. A term had to be found to describe this reality that was not based on any existing law. Until then, the adjective legitimus had designated the use permitted by law. But in an impersonal as well as a collective way, the semantic dimension of this word was derived until it designated a lawful and pre-legal behavior. This mentality reached maturity with Francisco Suárez, who spoke of a Qualitas moralis. But in the meantime, the use of the term “legitimo" in the indicated sense was consolidated.




La crescente (in)certezza del diritto tra positivismo

e giusnaturalismo. A cinquanta anni dal c.d. Statuto del lavoro

(l. 20 maggio 1970 n. 300)

Guido Vidiri


Abstract

Il contributo analizza l’evoluzione del diritto del lavoro a partire dallo Statuto dei lavoratori (l. 300/1970), di cui ricorre il cinquantesimo anniversario. In particolare, la parabola evolutiva di questo settore viene iscritta all’interno del più generale fenomeno della erosione della certezza del diritto, dall’Autore ricondotta al protagonismo giudiziario, soprattutto quando motivato dall’appartenenza a correnti interne alla magistratura. La crescente incertezza del diritto del lavoro, anche motivata da pluralità di fonti e oscurità dei testi, è poi ascritta alle ragioni di un giusnaturalismo inteso come libertà creatrice dell’interprete, di cui si propone il superamento, riconoscendo nel giusto processo il luogo di effettiva garanzia per le parti.

This essay analyses the evolution of Italian labour law, starting from the 1970 Workings’ Statute. In particular, the development of labour law is meant to shed light on the more general issue of legal certainty’s crisis, arising from the judges’ spotlight-seeking behaviour, especially when it comes to political trends within the judiciary.

The increasing labour law’s uncertainty, also due to the plurality of the legal sources and the obscurity of legal documents, is framed in the natural law understanding of judicial freedom, the Author aiming at overruled it, by highlighting the due process as the safest tool of parties’ satisfaction.




La giustizia in panne. Etica delle virtù

e nichilismo giuridico nell’opera di Friedrich Dürrenmatt

Enrico Maestri


Abstract

Nel corso di questo lavoro intendo approfondire e discutere tre tesi ricorrentemente presenti nell’opera di Friedrich Dürrenmatt. Enuncio le tre tesi in modo da rendere chiaro il focus della mia ricerca. Dürrenmatt sostiene almeno tre tesi: 1. la paradossalità della giustizia umana; 2. la demistificazione dell’apparente nichilismo ateo; 3. la vocazione neutralizzante della contraddizione propria della giustizia divina. La conclusione a cui cercherò di giungere è che, se si accettano le tre tesi sopraenunciate, la giustizia è sì in panne, ma non in modo irreparabile.


In this essay I intend to examine and discuss three theses that recurrently appear in the works of Friedrich Dürrenmatt. I shall first identify the three theses in order to clarify the focus of my research. Dürrenmatt puts forward at least three theses to relating to 1. the paradoxical nature of human justice; 2. the demystification of apparent atheistic nihilism; 3. the neutralising effect of the contradiction inherent in divine justice. The conclusion I will try to reach is that if one accepts the three above-stated theses, justice is broken, but not irreparably.




La defettibilità normativa tra approccio istituzionalistico

e peso dei princìpi

Leonardo Di Carlo


Abstract

Scopo del presente saggio è quello di analizzare il fenomeno della deroga normativa non solo in senso funzionale, ma anche in senso strutturale. Qui si tenterà di dimostrare come un’adeguata comprensione del rapporto di specialità e di deroga normativa non sia possibile se non ricorrendo alla teoria dei princìpi, in maniera particolare al concetto di peso, che rileva non solo per l’analisi della struttura, ma anche per la natura dell’attività argomentativa relativa alla defettibilità. Ne deriverà la necessità di un’integrazione dell’approccio normativistico con una teoria qualitativa dei princìpi e del peso. Infine, l’adozione di una prospettiva istituzionalistica consentirà di rilevare ulteriori distinzioni concettuali all’interno del fenomeno della defettibilità.


The purpose of this article is to analyse the figure of the normative defeasibility not only functionally, but also structurally. Hier I will prove to show that a suitable understanding of the derogation’s and defeasibility’s relation is possible, only recurring to the theory of principles, specialy to the concept of weight, which is important not only for the analysis of the structure, but also for the nature of the argumentative activity pertinent to the defeasibility. It will come out the necessity of an integration between the normativistic approach and a qualitative theory of principles. At last the adoption of an institutionalistic perspective will allow us to point out further distinctions inside the figure of the defeasibility.




Pluralismo giuridico e fattualità del diritto:

l’eredità di Santi Romano

Alessia Farano


Abstract

Il presente lavoro intende offrire un contributo all’attualizzazione del pensiero di Santi Romano, le cui riflessioni sul pluralismo giuridico sono da molti interpreti utilizzate per leggere la contemporaneità. A tale scopo, si proverà a mettere in discussione la tesi tradizionale che vuole l’istituzionalismo di Romano come interamente sbilanciato sul fatto, per proporre un’interpretazione che consenta di valorizzare la conflittualità inevitabile tra ordinamenti giuridici concorrenti.


The paper focuses on Santi Romano’s works, recently translated in English, whose concepts of legal pluralism have more and more often been adopted in order to interpret our contemporary legal systems. To that purpose, the traditional view – considering Romano’s theory entirely propounding to the factual side of the reality – will be challenged, in order to propose an interpretation which stresses the agonistic interactions between different legal orders.




La (dis)continuità tra i concetti di legge naturale, diritto naturale

e diritti umani in Michel Villey e Javier Hervada

Petar Popović


Abstract

Mentre la maggior parte dei filosofi del diritto contemporanei di stampo giusnaturalista dedicano più attenzione alla fondazione dei diritti umani nella legge naturale, Villey e Hervada, invece, accomunati dall’approccio ad una visione realista del diritto, nella loro ricerca degli aspetti della giuridicità della natura umana, prendono come punto di partenza il concetto del diritto naturale. Cercando di cogliere il significato del diritto naturale a partire della sua collocazione dentro l’essenza del diritto come la “ipsa res iusta", essi, in un secondo momento, valutano la posizione strutturale della legge naturale – nella sua dimensione giuridica – rispetto al diritto naturale. A proposito dei diritti umani, Hervada riesce a cogliere una continuità strutturale con il diritto naturale, mentre Villey sostiene che tale continuità non è possibile.

While the majority of contemporary jusnaturalist philosophers of law focus on the search for the foundations of human rights in the natural law, Villey and Hervada take the concept of natural right as the starting point of their realistic conception of right, within their research of the juridical aspects of human nature. While seeking to grasp the meaning of natural right from the perspective of the essence of right as the “ipsa res iusta", they evaluate the structural position of the natural law – in its juridical domain – with regard to natural right. Regarding the concept of human rights, Hervada perceives a structural continuity with the natural rights, while Villey maintains that such continuity cannot be established.




Innovazione, condivisione, corresponsabilità.

Il crowdfunding e i disagi della post-modernità

Salvatore Maria Pisacane


Abstract

Il crowdfunding rappresenta uno dei fenomeni di finanziamento collettivo decisamente più diffusi nell’ultimo decennio. Una categorizzazione ampiamente condivisa individua modelli di financial return e non financial return crowdfunding. Tra questi ultimi si collocano senz’altro i modelli donation-based, in cui non è previsto alcun ritorno economico per i supporter del progetto finanziato. Lo straordinario successo di questo modello, ad oggi non regolamentato, è la testimonianza tangibile di un’innovazione capace di favorire una nuova etica contemporanea. Si tratta di un’etica in cui corresponsabilità ed attenzione al “bene comune" possono operare come antidoto alle derive egoistiche e nichilistiche dell’odierna esistenza umana. Nel caso del crowdfunding, il web orienta la “folla" ad un meccanismo di partecipazione e condivisione proiettato alla co-creazione di valore; in questi comportamenti emerge l’autentica essenza dell’agire altruistico e della ritrovata fiducia nel prossimo, capaci di alleviare i disagi e le incertezze della post-modernità.


Crowdfunding is one of the most widespread phenomena of collective financing in the last ten years.

A widely well-formed categorisation identifies models of financial and non-financial return crowdfunding. Undoubtedly, the latter contains donation-based models, where there isn’t any financial return for the supporters of funded projects. This successfull model, today unregulated, is a tangible evidence of an innovation which promotes a new contemporary ethic. It’s an ethic where co-reponsibility and care for the “common good" can operate as an antidote to selfish and nihilistic drifts of human existence. In the case of crowdfunding, web is encouraging “crowd" to a mechanism of participation and condivision aimed at value co-creation; in this behaviour there’s a true essence of altruism and renewed confidence in the other one, which can mitigate hardships and uncertainty of Post-modernism.




About the American Second Amendment:

Theoretical Fundaments

Filippo Giorgianni


Abstract

Il testo intende indagare le radici filosofiche del Secondo Emendamento statunitense, mostrando come il diritto di portare armi provenga direttamente dal diritto naturale e da una visione sussidiaria del potere politico. Esso rompe fondamentalmente con la costruzione moderna del politico che vede nello Stato un potere sovrano.


The text intends to investigate the philosophical roots of the U.S. Second Amendment, showing that the right to bear arms directly originates from the natural law and a subsidiary vision of the political power. It basically violets with the modern building of politics that thinks at the State like a sovereign power.




Gli effetti perversi della regolamentazione della morale:

il caso del Mann Act

Gianluca Sardi


Abstract

L’articolo mira ad analizzare gli effetti perversi della regolamentazione della morale individuale.

In primo luogo ci si soffermerà sulla versione originaria del White Slave Traffic Act, meglio noto come Mann Act, una legge federale degli Stati Uniti d’America approvata nel 1910 al fine di contrastare la diffusione del meretricio nelle strade delle città d’oltreoceano più importanti e sviluppate.

Inoltre, sarà esaminato il caso US v. Shannon and Becker, allo scopo di evidenziare i rischi di una legislazione che aspira alla repressione di determinate pratiche immorali.

Infatti, tali misure non solo mettono a repentaglio il rispetto del principio di legalità e dei suoi corollari della certezza del diritto e della prevedibilità, ma possono arrivare a pregiudicare anche le fondamentali libertà costituzionali.


This article aims to analyze some perverse effects of the regulation of moral behaviour.

First of all, special attention will be paid to the original version of the White Slave Traffic Act, better known as Mann Act, a United States of America federal law which was approved in 1910 in order to tackle the diffusion of prostitution on the streets of the most important and developed American cities.

Moreover, the US v. Shannon and Becker case will be examined for the purpose of highlighting the risks of a legislation which aspires to contrast some immoral practices.

In fact, not only do these measures threaten the principle of legality and its corollaries of legal certainty and foreseeability, but they also jeopardize the most fundamental constitutional liberties.




Ripensare la violenza con Sergio Cotta

Vincenzo Di Marco


Abstract

La ristampa del saggio di Sergio Cotta sul “perché della violenza" nella nostra società è oggi più che mai necessaria. Viviamo in una società che alimenta di continuo l’apologia della violenza, nel discorso politico, nelle relazioni umane, o nella comunicazione in tv e in rete. Ma l’interesse principale dell’Autore consiste nel valutare la violenza politica nei suoi riflessi filosofici, storici e giuridici. Nell’Italia degli anni Settanta del secolo scorso, in cui imperversava la violenza terroristica, si fa strada la critica alla ideologia del radicalismo politico. Figlio di “capi rivoluzionari", di “ideologi del populismo", di “sovversivi di professione", il metodo rivoluzionario ha radici storiche ben consolidate, che Cotta mette in grande risalto. Questi “falsi teorici" del dissenso confondono spesso i concetti di “forza", di “violenza" e di “diritto". Questa confusione è deleteria. La giustificazione della violenza rivoluzionaria contro la “presunta" violenza dello stato conduce spesso ad esiti imprevedibili. L’Autore ribadisce che le ragioni del diritto vanno ricercate nella condizione esistenziale dell’uomo, nel suo essere in relazione con gli altri, in cui la democrazia si presenta come “difesa del singolo" e non come pura espressione di maggioranze tumultuose.


The reprint of Sergio Cotta’s essay “Perché la violenza? Una interpretazione filosofica" can make an important contribution to the recent literature on violence. We live in a society that powerfully foments violence in political speeches, in media communications, like broadcasting or network, and also in our relations with others. But, in this essay, the author tries to focus his attention on political violence from a philosophical, historical and juridical point of view. In the 1970s Italian public debate condemned the dramatic spread of domestic terrorism and the ideology that lies in political extremism. In this perspective, Sergio Cotta explores the deep historical roots of the revolutionary method, that employs expressions such as “revolutionary chiefs", “ideologists of populism" and “subversive persons by trade". The “fake theorists" of dissent often confuse the concepts of “strength", “violence" and “law". This confusion is damaging. The defence of revolutionary violence angainst a “supposed" violence of the state might well lead to unpredictable results. The Author examines some of the most serious problems of our time and shows how the reasons of law must be saught in the authentic human being, in the recognition of the plurality of his interactions, in which democracy is a “defence of person" and not a mere expression of a tumultuous majority.




Pensare con Habermas. Una ricostruzione complessiva

nella lettura di Antonio De Simone

Francesco Giacomantonio


Abstract

L’opera di Jürgen Habermas è stata spesso oggetto di attenzione da parte di studiosi che hanno cercato di ricostruirne il percorso; in questa sede vengono esaminati due ampi volumi di Antonio De Simone che presi congiuntamente costituiscono occasione per considerare le tappe e i contesti di ricerca che hanno segnato la riflessione habermasiana, ma anche, in generale, per pensare con Habermas. Ne risulta una utile nuova sintesi della filosofia di Habermas che tocca dibattiti sociologici, epistemologici, politici, giuridici, etici.


The work of Jürgen Habermas has been often object of attention by scholars that tried to rebuild his course; this paper examines two wide books of Antonio De Simone that, jointly taken, constitute an occasion to consider the stages and the researches’ contexts that signed Habermas’reflection, but also in general to think with Habermas. So we have a new useful syntheisis of Habermas’s philosophy, touching sociological, epitemological, political, juridical, ethical debates




L’esperienza “neonatale" del diritto, ovvero sul detto

we are all in the same boat

Fabio Corigliano


Abstract

In questo saggio verranno immaginate le modalità con le quali ciascun uomo comprende le regole di questo mondo nell’infanzia della esperienza giuridica, che è anche infanzia di un’esperienza morale, e infine si proverà a intuire quali siano le suggestioni che permettono di immaginare il mondo dell’esperienza giuridica come un universo in continua espansione, la cui prospettiva tende ad un punto focale che accomuna tutti.


In this essay it will be imagined the ways in which each man understands the rules of this world in the childhood of the juridical experience, which is also the childhood of a moral experience, and finally we will try to understand what are the suggestions that allow us to imagine the world of legal experience as a universe in continuous expansion, whose perspective tends to a focal point that unites everyone.




Discussione su Diritto e futuro dell’Europa.

In margine al XXXI Congresso nazionale della Società Italiana

di Filosofia del Diritto – Bergamo, 13-15 settembre 2018

Donato Greco


Abstract

In queste pagine vengono ricostruite le principiali tesi esposte intorno al tema “Diritto e futuro dell’Europa", in occasione del XXXI Congresso nazionale della Società Italiana di Filosofia del Diritto (Bergamo, 13-15 settembre 2018).


These pages are aimed at presenting the main theses discussed on the theme “Law and the Future of Europe", in occasion of the XXXIth National Congress of the Italian Society of Philosophy of Law (Bergamo, 13-15 September 2018).