Giuseppe Capograssi

(Sulmona 21 marzo 1889 - Roma 23 aprile 1956)

 

1889
21 marzo: Giuseppe Capograssi nasce a Sulmona da Vincenzo Capograssi (1849-1938) e Concetta Faraglia (1854-1923) in via Meliorati, denominata dal 1922 via Innocenzo VII. Giuseppe, infatti, ebbe i natali nella stessa casa dove era nato nel 1336 Cosimo Meliorati, divenuto papa Innocenzo VII il 17 ottobre 1404. I Capograssi sono una famiglia di antico lignaggio proveniente dal Cilento. All’inizio del XIV secolo si insediano a Sulmona, dove si legano con la famiglia dei Meliorati, da cui discendono sia papa Innocenzo VII, sia Benedetto XV. La famiglia materna, i Faraglia, era originaria di Pescocostanzo. Due fratelli della madre, Nunzio Federigo (1841-1920), storico e funzionario dell’Archivio di Stato di Napoli, e Fausto Faraglia (1856-1940), avvocato civilista, ebbero una influenza rilevante sulla formazione culturale del giovane Giuseppe, sostenendolo anche economicamente negli studi. La ricchezza patrimoniale della famiglia si dissolve progressivamente tra il 1890 ed il 1900, a causa di una fidejussione fatta dal padre ad un «fraterno amico». Giuseppe rievocherà questa esperienza dolorosa nella lettera a Giulia del 6 gennaio 1919 (cfr. Pensieri a Giulia, vol. I, Giuffrè, Milano 1978).

1904
Concluso il ginnasio a Sulmona frequenta il liceo «Leopardi» di Recanati. La sua formazione e conoscenza letteraria si arricchiscono in questo periodo della lettura di Dante, Petrarca, Leopardi, Pascoli, d’Annunzio.

1907
Si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Roma.

1911
Si laurea in giurisprudenza con una tesi in diritto pubblico, Lo stato e la storia (relatore Vittorio E. Orlando). Votazione: 89/90.

1912
Appare su «Coenobium», rivista diretta da Giuseppe Rensi, il suo primo saggio: Fede e Scienza.

1915
Svolge attività legale presso lo studio dell’avvocato Carlo Santucci a Roma. Matura in tale contesto un impiego come segretario presso il Consorzio Generale dei Consorzi Idraulici dell’Agro Romano, funzione ricoperta fino al 1932. L’attività di segretario del Consorzio e quella di uomo di legge non lo soddisfano pienamente, distogliendolo dagli studi filosofici che, dopo il primo contatto con la filosofia vichiana e la lettura dell’Epistolario ascetico di Rosmini, vengono intensificati con la conoscenza di San Tommaso ed Hegel. Nella sede del Consorzio conosce Giulia Ravaglia, di tre anni più giovane, a cui durante il periodo del fidanzamento (1918-24) dedicherà ogni giorno uno o più pensieri d’amore. Questa corrispondenza racchiusa in millenovecentocinquantuno lettere è stata pubblicata da Gabrio Lombardi, tra il 1978 e il 1981, presso l’editore Giuffrè, con il titolo di Pensieri a Giulia.

1918
Pubblica il Saggio sullo Stato.

1921
Pubblica le Riflessioni sull’autorità e la sua crisi.

1922
Pubblica La nuova democrazia diretta. Partecipa, con esito negativo, al concorso alla cattedra di diritto costituzionale bandito dall’Università di Macerata.

1923
Muore la madre a Sulmona, dopo una malattia durata tre anni.

1924
Sposa Giulia Ravaglia a Roma.

1925
È assistente volontario di Giorgio Del Vecchio presso la cattedra di filosofia del diritto della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Roma. Inoltre collabora a quotidiani («Il Tempo», «Il corriere d’Italia», «il Piccolo giornale d’Italia») e riviste («La settimana sociale», «Rassegna contemporanea», «Coenobium») con articoli e saggi di contenuto filosofico e sociologico.

1930
Pubblica Analisi dell’esperienza comune, dopo otto anni di lavoro, con cui partecipa ancora con esito negativo al concorso alla cattedra di filosofia del diritto bandito dall’Università di Catania. Il giudizio della commissione presieduta da Giovanni Gentile così recita: «Analisi dell’esperienza comune, venuto dopo non breve silenzio, par che risenta di una tal quale improvvisazione, che all’autore impedisca di venire a concrete conclusioni.» Trent’anni dopo, confiderà ad un amico: «questi costumi universitari! La gente non fa nulla... ma se uno intraprende un lavoro che richiede anni di applicazione è sempre pronta ad accusare il silenzio di chi lavora.»

1932
Con la pubblicazione di Studi sull’esperienza giuridica partecipa, questa volta con esito positivo, al concorso per la cattedra di filosofia del diritto bandito dall’Università di Siena.

1933
Professore straordinario nell’Università di Sassari. Antonio Pesenti, suo collega negli anni sassaresi, ha lasciato di lui una testimonianza nel libro La cattedra ed il bugliolo: «Capograssi era il padre spirituale di noi giovani... era antifascista... era indignato per il servilismo non richiesto e preferiva starsene sempre con i più giovani».

1935
Insegna nell’Università di Macerata dove è anche rettore.

1937
Pubblica Il problema della scienza del diritto. Consegue l’ordinariato.

1938
Professore ordinario di filosofia del diritto nell’Università di Padova. Il padre muore a Sulmona.

1940
Pubblica il saggio Il diritto secondo Rosmini. Insegna a Napoli.

1942
Pubblica il saggio Il significato dello Stato contemporaneo.

1945
Assume la direzione della «Rivista internazionale di filosofia del diritto», fondata da G. Del Vecchio.

1948
Eletto membro della Prima Sezione del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, viene confermato in tutte le elezioni successive.

1950
Insegna a Roma.

1953
Pubblica Introduzione alla vita etica ed Incertezze sull’individuo.

1955
Pubblica Su alcuni bisogni dell’individuo contemporaneo, rielaborazione di una relazione, intitolata Persona e pianificazione, tenuta al sesto Convegno nazionale di Studi dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, svoltosi a Roma nel dicembre del 1954. Viene nominato Giudice Costituzionale dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, su segnalazione del Ministro di Grazia e Giustizia Guido Gonella.

1956
23 aprile: muore a Roma all’età di 67 anni, lo stesso giorno in cui si inaugura la Corte Costituzionale. Riceve solenni funerali di Stato. Viene sepolto nel cimitero comunale di Sulmona.

1958
Vengono pubblicate postume, in Scritti giuridici in onore di Pietro Calamandrei, le Considerazioni sullo Stato.

1959
Vengono pubblicate dall’editore Giuffrè di Milano, le Opere in sei volumi. Ad essi nel 1990 si aggiungerà un settimo volume a cura del prof. Francesco Mercadante.

1975
3 febbraio: la moglie, Giulia Ravaglia, muore a Roma. Viene sepolta nella tomba di famiglia Capograssi nel cimitero comunale di Sulmona.

1978
Viene pubblicato da Gabrio Lombardi presso l’editore Giuffrè il primo volume dei Pensieri a Giulia, a cui seguiranno nel 1979 il secondo e nel 1981 il terzo volume.