Biblioteca filosofica di Palermo
«Giuseppe Amato Pojero»


Un’importante iniziativa della Fondazione Nazionale «Giuseppe Capograssi» è stata l’acquisizione della Biblioteca filosofica di Palermo, fondata al principio del 1910 dalla “Società per gli studi filosofici” costituita per iniziativa di Giuseppe Amato Pojero (Palermo, 4 gennaio 1863 - Palermo 30 settembre 1940).

Sulla Biblioteca filosofica di Palermo e il suo fondatore
Il dottor Amato Pojero riuscì a creare nella nostra città un movimento culturale e spirituale che uguale mai precedentemente si era avuto. Nell’epoca di cui parliamo, Palermo vide fiorire e prosperare un centro della più fervida vita intellettuale e spirituale, quale purtroppo non si avrà più, scomparso colui che lo seppe far nascere promuovere e portare a tanto fiorente esistenza.
La Biblioteca filosofica ebbe soci fondatori e soci aderenti. Frequentarono la casa dell’Amato e fecero parte del cenacolo attorno a lui raccolto Franz Brentano, Vailati, Francesco Orestano, ed in un periodo successivo Giovanni Gentile, Lombardo Radice, Salvemini, Corbino, V. E. Orlando, Giuffrè, Fantappié, Carabellese, Garin.
Non vi fu allora cultore delle discipline scientifiche e filosofiche, che, venendo a Palermo, non si sentisse invogliato a venire alla Biblioteca filosofica, soprattutto per conoscere il fondatore e con lui conferire.»
Eugenio Di Carlo

La biblioteca Pojero: un «bene culturale» da recuperare
Sorta per iniziativa di Giuseppe Amato Pojero e costituita legalmente il 26 luglio 1910 da un gruppo di soci fondatori con in testa Giovanni Gentile, ai quali presto si aggiunsero altre due categorie di soci: frequentatori e aderenti, per larga e decisiva influenza che per trent’anni esercitò nel generale movimento del pensiero speculativo e scientifico, la Biblioteca filosofica di Palermo, di cui fu primo direttore lo stesso Gentile, e in cui egli elaborò e fece conoscere i primi risultati della sua speculazione, ha avuto vita relativamente molto breve, non avendo più svolto vera ed efficace attività proprio dal momento in cui è scoppiata nel 1940 la seconda guerra mondiale.
Ma di fatto non esiste alcun pubblico documento che ne dichiari ufficialmente l’estinzione, per cui in questi ultimi tempi si è venuta sempre più facendo strada l’istanza che venga ricostituito detto centro culturale.
Francesco Brancato